67) Deleuze e Guattari. Il desiderio.
Ne L'Anti-Edipo, opera di ispirazione freudiano-marxista, i due
filosofi francesi, che si propongono dopo l'eliminazione della
figura del Dio-padre di eliminare anche quella del padre per
liberare l'uomo da ogni principio autoritario, mettono in evidenza
l'importanza del desiderio nella realt sociale in funzione
anticapitalista.
G. Deleuze e F. Guattari, L'anti-Edipo. Capitalismo e
schizofrenia, I, 4,.

 Il desiderio non manca di nulla, non manca del suo oggetto. E'
piuttosto il soggetto che manca al desiderio, o il desiderio che
manca di soggetto fisso; non c' soggetto fisso che per la
repressione. Il desiderio e il suo oggetto sono un'unica cosa,
sono la macchina, in quanto macchina di macchina. Il desiderio 
macchina, anche l'oggetto del desiderio  macchina collegata,
cosicch il prodotto viene prelevato sul produrre, e qualcosa si
stacca dal produrre al prodotto, qualcosa che dar un resto al
soggetto nomade e vagabondo. L'essere oggettivo del desiderio  il
reale in se stesso. Non esiste forma di esistenza particolare, che
si possa chiamare realt psichica. Come dice Marx, non c'
mancanza, c' passione come essere oggetto naturale e sensibile.
Non  il desiderio a puntellarsi sui bisogni, ma, al contrario,
sono i bisogni che derivano dal desiderio: sono contro-prodotti
nel reale prodotto dal desiderio. La mancanza  un contro-effetto
del desiderio; essa  deposta, sistemata, vacuolizzata nel reale
naturale e sociale. Il desiderio si tien sempre vicino alle
condizioni di esistenza oggettiva, le assume e le segue, non
sopravvive loro, si sposta con esse...
Sappiamo bene donde proviene la mancanza - e il suo correlato
oggettivo, il fantasma. La mancanza  disposta, organizzata, nella
produzione sociale. Essa  contro-prodotta dall'istanza di anti-
produzione che si piega sulle forze produttive e se le appropria.
Non viene mai prima; la produzione non  mai organizzata in
funzione di una mancanza anteriore,  la mancanza che viene a
situarsi, a vacuolizzarsi, a propagarsi secondo l'organizzazione
d'una produzione preliminare. Questa pratica del vuoto come
economia di mercato  l'arte di una classe dominante: organizzare
la mancanza nell'abbondanza di produzione, far spostare tutto il
desiderio verso la grande paura di mancare, far dipendere
l'oggetto da una produzione reale che si suppone esterna al
desiderio (le esigenze della razionalit), mentre la produzione
del desiderio passa nel fantasma (nient'altro che il fantasma).  .
C. Panciarola, Filosofia e politica nel pensiero francese del
dopoguerra, Loescher, Torino, 1979, pagine 279-280.
